Tibet: c’è poco da fare

lama-tibetano

 Per fortuna i vecchi saggi di Dharamsala, guidati dal Dalai Lama, non hanno ceduto alle pressioni di parte dei giovani di Free Tibet (in gran parte residenti in occidente) e dei tanti dharma-people occidentali pronti a disotterrare l’ascia di guerra contro la Cina (a parole).
I 600 delegati del Kashag (parlamento) hanno preso atto della realtà, purtroppo triste
, The majority were for a continuation of the ‘middle way’ policy” of compromise with Chinese authorities, ha dichiarato Karma Chophel, portavoce degli esiliati.
La realtà è semplice: nessun governo occidentale (nè l’India) ha riconosciuto il governo di Dharamsala e l’appoggio, a parole, è dovuto solo alla personalità del Dalai Lama, al suo messaggio spirituale e, al fashion-buddhism modaiolo.
Ogni richiesta di autodeterminazione e indipendenza si scontrerebbe contro un muro di pietra (i cinesi) e di gomma (i governi occidentali e indiano) e si risolverebbe in un peggioramento delle condizioni di vita (già inferiori rispetto ai cinesi Han) dei tibetani in Tibet.
Non penso neanche che la maggioranza dei tibetani in Tibet approverebbe una scelta radicale che comporterebbe tensioni, scontri e blocco dello sviluppo economico sull’altipiano. L’obiettivo di chi vive in Tibet è superare le discriminazioni (educazione, posti pubblici, aiuti economici pro-Han, etc.) che li rendono più poveri, rispetto agli emigranti Han, nel loro paese. (vedi tag Tibet)
Parlare di mettere
Tibet ‘s cause to the forefront of the world’s human rights agenda, come scrivono tanti sostenitori del Tibet Fashion occidentali è uno slogan già più volte fallito e demagogico. La Via di Mezzo è fatta di pazienza e di accettazione.

Info crespi enrico
For years, I worked in Nepal in projects related to education, health, community development in the area of Kavre, Chitwan and Kathmandu. During my work in Nepal we implemented an Health Project for children and community in Kavre District in cooperation with Dhulikel Hospital. It was directed to assure medical visits, immunization and hospitalization to more than 6000 children. From 2005 I worked also in Cambodia on education and child protection projetcs. Before I collaborated with Tribhuvan University and other organizations. I wrote several guide and travel books on Nepal and collaborated in shooting documentaries on Nepal, Tibet, Sikkim and Mozambique

Un commento a Tibet: c’è poco da fare

  1. sonia scrive:

    Fa tristezza ma il Dalai Lama ha capito qual é la trada da seguire…anche se é poco di moda. Sopprimendo un possibile ritorno di neogenerazini Kampa si dice scoraggiato. La sua sfiducia peró non é da interpretare come sicura e inrevocabile impossibilitá di cambiamento

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