Nepal, tranquillo mercato

Prima che spostassero il mercato dei vegetali ai margini di Ring Road, era la centralissima Asan Tole che raccoglieva i contadini che scendevano dalle colline con immensi cavoli, piccoli pomodori, mandarini (d’inverno), mele del Dolpo o della Kali Gandaki, radicioni bianchi da lasciar fermentare nel peperoncino. Qualcuno aveva uno straccetto con qualche cipolla o un fascio d’enormi carotoni. Con le biciclette stracariche di banane, manghi e frutta da posti caldi s’aggiravano i venditori indiani. Oltre agli ambulanti sedevano fuori dai negozietti venditori di spezie nascosti da sacchi colorati, di plastiche varie, di decine di tipi di lenticchie. Insomma uno spettacolo che ora si è ridotto. Le massaie mercanteggiavano con i venditori all’infinito per strappare uno sconto di qualche rupia.

Questi ricordi mi riportano all’attualità politica e all’estenuante (per il paese) tira e molla fra maoisti e partiti di governo. Tutto secondo le previsioni: l’Assemblea Costituente sarà prorogata e si varerà (fra lotte durissime per i posti di potere) un governo d’unità nazionale. Unica soluzione che produrrà un moltiplicazione della spesa pubblica per accontentare tutti. Infatti i partiti sperano nei donatori internazionali, gli eterni elargitori di prebende senza controllo. Prospettive non brillanti nel breve termine ma necessarie per giungere a un assetto politico un po’ meno incasinato. Almeno sembra che le proteste promesse dai maoisti siano, per ora, ritirate e che la gente potrà così vivere e lavorare. Asan Tole e i suoi mercanteggiamenti si è trasferito a Singh Durbar e negli altri palazzi del potere: il primo ministro non si è dimesso chiedendo una soluzione per i militari maoisti; i maoisti hanno protestato e chiedono 3600 assunzioni nella polizia. Un centinaio di giovani si è rasato a zero per protestare contro il prolungamento (illegale) dell’Assemblea. L’idea è che si rimandano le soluzioni dei problemi.

 Intanto oltre 350.000 persone sono state fregate da una compagnia d’assicurazione (Unity Insurance) che vendeva polizze  sanitarie false, un giro di una ventina di milioni di dollari che ben rappresenta l’assoluta assenze di controlli e di governo. Dimenticata la notizia proveniente dalla remota Meghalaya (Assam) dove la terra è poca e i poveri tanti, la maggiorana dell’etnia dei Kashi sta cercando di sbattere fuori i migranti nepalesi (circa 15.000). Qualche morto nei giorni scorsi, evento che si ripete da anni.  Io sono a Gerusalemme, un alto posticino sempre al centro di casini. Ne riparliamo.

Info crespi enrico
For years, I worked in Nepal in projects related to education, health, community development in the area of Kavre, Chitwan and Kathmandu. During my work in Nepal we implemented an Health Project for children and community in Kavre District in cooperation with Dhulikel Hospital. It was directed to assure medical visits, immunization and hospitalization to more than 6000 children. From 2005 I worked also in Cambodia on education and child protection projetcs. Before I collaborated with Tribhuvan University and other organizations. I wrote several guide and travel books on Nepal and collaborated in shooting documentaries on Nepal, Tibet, Sikkim and Mozambique

2 risposte a Nepal, tranquillo mercato

  1. ParkaDude scrive:

    Mi raccomando tienici aggiornati!

  2. sonia scrive:

    cHISSà CHE TORNINO VERAMENTE SU. sto seguendo la situazione molto da vicino in questi giorni, anche sul mio blog

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 44 other followers