Il miracolo nepalese

E’ già un miracolo che un paese, senza governo, costituzione, leggi condivise, acqua, luce e benzina resista e l’economia cresca più dell’Italia (per esempio). Il PIL 2011 (dice il locale Central Bureau of Statistics-CBS) crescerà del 3,47% (un po’ meno del previsto 5% immaginato dal governo.

Un bell’aumento anche del reddito pro-capite annuo che passerà da USD 556 a USD 642, poco più di euro 500. In Nepal, oltre l’80% della popolazione vive con poco e s’appoggia alle rimesse dei giovani migranti per riparare il tetto di casa o sposare una figlia. Quelli che hanno un lavoro “formale” sono spesso in sciopero perché i salari non garantiscono la sopravvivenza (Morang) o per protestare contro pestaggi d’imprenditori e lavoratori (Patan). L’affitto di una casa modesta costa non meno di USD 80 al mese, acqua e luce un’altra decina, un centinaio per mangiare basic. Quindi con gli ipotetici USD 642 di reddito si vivrebbe per meno di un semestre. Fortunatamente l’80% della popolazione vive ancora nelle campagne, ha una casetta, un campicello per sopravvivere. E

Infatti, l’agricoltura rimane il settore più dinamico e, grazie al buon monsone del 2010 crescerà di oltre il 7% (produzione di grano, mais e riso). Fermo il settore industriale manifatturiero (+1,47) per il crollo e la fuga di molte aziende alimentari e tessili. Il settore delle costruzioni continua a crescere ma la bolla si è un po’ fermata rispetto ai ritmi degli anni precedenti (+3,3%; 6% 2010). L’Anno del Turismo fa prevedere un buon risultato per il settore turistico in crescita del 7,7%.

Permane l’agricoltura, la migrazione e l’occupazione “informale” (nero) le principali fonti di reddito e lavoro per giovani e meno giovani. Un rapporto del CBS del 2010 riportava che quasi la metà della popolazione è disoccupata o sottoccupata, percentuale in crescita data la chiusura (o spostamento in India) di numerose fabbriche del Terai. Solo il 6% della popolazione attiva femminile non lavora nell’agricoltura contro un 21% di uomini. Nel settore del commercio (uno dei più capienti) su 28.000 lavoratori regolari solo 2213 sono donne. Dati che fanno gridare al miracolo, stupisce che non scoppino sommosse tutti i giorni o che le banche non siano assaltate all’apertura degli sportelli. Che popolo strano e anche bello.

Info crespi enrico
For years, I worked in Nepal in projects related to education, health, community development in the area of Kavre, Chitwan and Kathmandu. During my work in Nepal we implemented an Health Project for children and community in Kavre District in cooperation with Dhulikel Hospital. It was directed to assure medical visits, immunization and hospitalization to more than 6000 children. From 2005 I worked also in Cambodia on education and child protection projetcs. Before I collaborated with Tribhuvan University and other organizations. I wrote several guide and travel books on Nepal and collaborated in shooting documentaries on Nepal, Tibet, Sikkim and Mozambique

3 risposte a Il miracolo nepalese

  1. sonia namaste scrive:

    Strano e bello….quanto è vero! Hai proprio ragione. Ho letto sul giornale che il povero Kanhal sta puntando molto sull’agricoltura. Fa bene. Non mi aspettavo questo successo!

  2. marco restelli scrive:

    Grazie per queste informazioni precise e interessanti, Enrico. Ciao

  3. crespi enrico scrive:

    Ciao Marco, grazie
    volevo aggungere qualche notiziola strana. I maoisti stanno faticosamente ricompattandosi dopo che i seguaci dei tre leaders (Prachanda, Battharai e Mohan Baidya) hanno formato propri sindacati, prcolamato scioperi a raffica con qualche rissa fisica fra i seguaci.
    Più preoccupante è la ripresa di attentati (pentole a pressione esplosive) non rivendicati, sui bus nel Terai e in altre regioni del Npela (Karnali, Humla) con oltre dieci morti). Un ipotesi che siano seguaci del capomafia Bhawani Singh, ucciso dalla polizia nei giorni scorsi.

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