Tibet chiuso, 23 monaci immolati

Continuano ad immolarsi, giovani e disperati, i monaci tibetani. Sono ormai 23 di cui 3 monache. Gli stanno chiudendo i monasteri, non vedono opportunità in un paese cinesizzato dove il buddhismo sta diventando solo un attrazione per i turisti. Non c’è neanche speranza fuori, a parte la solidarietà a parole, la Cina è troppo potente e ricca perché l’Occidente faccia qualcosa.

L’ha capito il Dalai Lama che s’è ritirato e anche il suo erede spirituale il Karmapa che ha chiesto ai giovani monaci di cessare questi atti inutili e disperati. Lo stesso dovrebbe fare, con forza, Lobsang Sangay, il capo del Governo tibetano in esilio.

Nei monasteri sperduti di Tridu, della provincia di Aba i monaci marciano e protestano mantendno alta la tensione con gli occupanti (ormai diventati abitanti) cinesi. Nel Sichuan non hanno dimenticato gli scontri del 2008. Per evitare problemi e testimoni, come sempre a marzo ricorrenza della Rivolta di Lhasa e la fuga dela Dalai Lama nel 1959, il Tibet viene chiuso agli stranieri. Anche i pastori e venditori nepalesi si sono visti sbarrare le frontiere a Taplejung, nel Nepal orientale. 

Purtroppo non si può tornare indietro e il Tibet antico lo possiamo solo vedere e immaginare in questo documentario del 1934.

Info crespi enrico
For years, I worked in Nepal in projects related to education, health, community development in the area of Kavre, Chitwan and Kathmandu. During my work in Nepal we implemented an Health Project for children and community in Kavre District in cooperation with Dhulikel Hospital. It was directed to assure medical visits, immunization and hospitalization to more than 6000 children. From 2005 I worked also in Cambodia on education and child protection projetcs. Before I collaborated with Tribhuvan University and other organizations. I wrote several guide and travel books on Nepal and collaborated in shooting documentaries on Nepal, Tibet, Sikkim and Mozambique

3 risposte a Tibet chiuso, 23 monaci immolati

  1. Dianella scrive:

    quello che dici è vero, terribile e triste

  2. nepak scrive:

    Jamphel Yeshi, 27anni, è morto a Delhi dopo che si era dato fuoco per protestare contro la visita del premier cinese Hu Jintao in India per la riunione dei BRICS.
    Tenzing Choegyal, a Tibetan Youth Congress activist, said Yeshi could never forget “torture” he suffered at the hands of Chinese authorities in Tibet.
    “He was arrested twice by Chinese cops as he tried to escape. He said he was tortured badly before he finally managed to escape to India,”
    Il numero dei sucidi è arrivato a 29 dall’inizio del 2011. Le autorità indiane hanno vietato qualsiasi manifestazione pro-Tibet nella capitale

  3. Maria serra scrive:

    Ancora due giovani si sono immolati in Tibet, a Barma nel Sichuan. Citta’ nella quale vi erano state manifestazioni nei giorni scorsi, sedate duramente dalla polizia.

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