E’ dura la vita dei blogger, specie quando si muovono politici, magari un po’ scaduti, ma sempre ben installati nei sistemi di potere che collegano e muovono affari, giustizia, politica, stampa, in un ambiente piccolo e ben organizzato come Genova.
L’avvocato Contri mi scrive come Presidente di CCS Italia ONLUS, una delle sue numerose cariche, associazione che ha subito qualche critica (come altre ONLUS) in questo blog. L’avvocato Contri è più nota per la sua lunga carriera politica, nelle varie istituzioni divise fra partiti, fra cui la prestigiosa e ben remunerata Corte Costituzionale.
Vediamo cosa scrive la lettera arrivata il 18/11/09:
Egregio Sig. Crespi
Ci risulta che è in atto da tempo da parte Sua un’opera di denigrazione nei confronti della nostra Associazione e dei nostri collaboratori attraverso ripetuti contatti con i nostri partner istituzionali, oltre che con una attività di comunicazione sul canale internet.
Le rendiamo noto sin d’ora che una volta raccolte le prove di questo Suo comportamento non potremo tollerare la prosecuzione di questa Sua illecita attività.
Le ricordiamo che Ella ha da poco concluso una transazione col CCS e che questa la impegna a un comportamento corretto nei nostri confronti.
La avvertiamo pertanto che nel caso in cui Lei non desistesse, ci vedremo costretti a procedere nei Suoi confronti
La Presidente (di CCS Italia)
Fernanda Contri
Sarò un po’ prevenuto verso chi nella vita si è mosso solo nel sistema politico, sbaglierò. Ma il tono della lettera e il grande timbro minaccioso che chiude la sentenza\proclama, mi sembrano un po’ arroganti, “non potremo tollerare la prosecuzione”. E simbolici. per politici abituati a ritenersi onnipotenti, viziati dallo stuolo di portaborse e clientes che li circonda e adula per qualche prebenda o protezione. Alla mente arrivano anche i toni usati dal governo cinese, sudanese o iraniano quando “avvertivano” della censura sul Web.
La lettera dimentica alcuni diritti (che certi chiamano fondamentali): la libertà di esprimersi, scrivere, pensare e parlare. Cosine scritte nella costituzione italiana, convenzioni europee e internazionali. Infine, la lettera\editto mi ricorda, quando gli appartenenti alle varie alte caste dicono ai vigili che gli danno una multa meritata: Lei non sa chi sono io (“la avvertiamo”)
Posso immaginare che, l’avvocato Contri e i suoi amici (alcuni inseriti con parenti nella ONLUS) siano stati disturbati dalle critiche sulla capacità e efficienza del CCS; ma, da persone democratiche, di sinistra, liberali e impegnate nel sociale e nella politica, un cittadino s’aspetterebbe una replica, magari dura, sugli argomenti trattati. E’ triste, non tanto per me, quanto per la democrazia (sempre santificata) sentirsi intimidito, quasi minacciato, specie da persone che hanno potere e lo possono usare nelle forme più diverse.
Altra cosa un po’ triste è che la Contri (e i suoi apostoli) non sembrano tanto interessati agli argomenti sollevati da questo blog (che vorrebbero censurare). Non hanno mai risposto, nel merito, quanto e se i soldi donati al CCS siano utilizzati bene a favore dei bambini del Nepal, della Cambogia o del Mozambico, non scrivono al blog, magari incazzati, per contraddire, rettificare, discutere (come hanno fatto altre Associazioni).
L’impressione è che il fastidio (e relative intimidazioni) sia generato dai danni (potenziali) alla loro immagine pubblica di santoni, garanti, salvatori dell’umanità. E, per inciso e nel merito, la “transazione conclusa” non prevede, per me, impegni di nessuna natura, oltre che relativi agli aspetti economici e lavorativi della stessa. Insomma, sembra che s’arrabattino per sfuggire al confronto sulle critiche avanzate.
Nel blog è semplicemente scritto o riportato quanto visto, segnalato, da “partners istituzionali”, operatori, gente dei villaggi o valutato e criticato quanto riportato nei numeri scritti nel loro bilancio . Nessuno ha mai risposto sui conti (che ci appaiono un pò stravaganti); perchè le spese di struttura sono aumentate fino a creare una perdita; perchè sono dettagliate spese di comunicazione incredibilmente elevate in rapporto a entrate ridicole. Consideriamo che eventuali sprechi ed inefficienza non provocano danni alla Contri (e ai suoi amici) ma ai bambini e alle comunità del Nepal (e di altri paesi). Nessuno li obbliga a rispondere su queste opinioni, ma almeno che non vogliano censurarle.
E’ questa l’ “illecita attività” di cui parla la lettera. Cosa vorrebbe la Contri, che buttassi le lettere nel cestino, che non parlassi più del CCS (o altre onlus), che non esprimessi le mie (e di altri) opinioni. Vuole che chiuda questo blog o vuole che qualcuno del suo giro si muova per chiuderlo.
Io so cosa vorrei dalla Contri, semplicemente che rispondesse, nel merito, alle opinioni e fatti scritti nel blog, come si usa fra persone civili in un paese democratico. Evitando, se possibile, intimidazioni e censure. Lo spazio del blog è sempre aperto. Se no, buona notte alla trasparenza (sempre sbandierata sul sito del CCS e del settore umanitario) e ai diritti dei cittadini.
Spero che l’avvocato Contri capisca che le cose scritte sulle ONLUS non mi portano nessun beneficio, carriera, immagine, non ho necessità di file di poltrone o persone adulanti per sostenere il mio ego. Vorrei solo dire la mia e dare spazio a quella povera gente che il CCS ha deluso, riducendo opportunità e speranze. Sperando che le critiche avanzate producano qualche cambiamento nei metodi del CCS (e di altre ONLUS) e un po più di benefici per bambini e persone dei villaggi. Questa gente, con cui ho lavorato, ha dignità e merita di avere spazio, parola almeno in questo blog. Perché non hanno potere, devono parlare sottovoce per non perdere lavoro o finanziamenti per i progetti che, loro, hanno costruito.
La Contri non ha bisogno di “raccogliere prove” di quella che lei definisce “attività illecita”, gliele dò io (per ragioni di spazio solo una minima parte).
Brani tratti da alcune mail o lettere inviatemi da operatori, organizzazioni locali, persone dei villaggi del Nepal, della Cambogia e del Mozambico (prove a disposizione)
“They said (gli abitanti dei viallaggi ndr) to Simone, why you cut our +2 teachers, copy, book etc and so on. Simone said them, now country director is Mrs. Chanda Rai. And they said who is Chanda Rai, they said we don’t know because she never visit our schools and our community”.
“Now it’s hard for me to work in ccs”
“people from CCS Projects is making money”
“I told some positive things and more negative things, especially the number of staff in Katmandu.”
“CCS stop the donation with out any reason. Now change new committee. all are political man. they not good.
“they all are eating money and using for staff facility”
“I met some of the previous officers (del SWC, l’organismo governativo che controlla l’operato delle ONG in Nepal, ndr) who have seen our Child health and Shakti Electricity projects from SWC. The evaluation what have done is not satisfied”
“The original image of CCS is being changed and a new image is being emerged which is not creating a very happy feeling in us”
“they want to discontinue all the salaries paid by us to teachers and hostel staff”.
“If you are succeeding to find out some other organization to support us, we will surely leave partnership with CCS”.
Pubblicato da crespi enrico 
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Amo la Cambogia
Ottobre 13, 2009CONSIDERAZIONI di Mauro:
Non permetto a questo “pellaccia” di “sputtanare” il paese che amo. Di offendere i khmer e le tante persone che adorano la Cambogia. Di generalizzare aggiungendo pregiudizi a quelli che gia’ ci sono.
Di fare della “morale spicciola” sulla pelle di una nazione intera. La parola “spazzatura”, in tv, e’ stata usata troppe volte.Questa e’ merda! In Germania, si vergognerebbero di mandare in onda qualcosa del genere.Perche’ noi (voi) italiani, permettiamo una cosa simile? Ma che vada a lavorare!
Il servizio e’ superficiale e tendenzioso. Mi domando: come si fa a mandare in giro per il mondo, per un reportage su tematiche cosi’ delicate come prostituzione e pedofilia, un “somaro” del genere, che non parla nemmeno l’inglese! (Non pretendo il khmer……). Viste le carenze, non e’ in grado di intervistare, controbattere ed andare a piu’ a fondo. Che copia i testi degli altri (e nemmeno bene). Che traduce da altre lingue, alterando il significato di verbi e delle parole per aumentare la “risonanza mediatica” (l’audio e’ ben comprensibile; chiunque sappia un po’ l’inglese, puo’ tradurre da se; si accorgera’ che alcuni termini sono stati tradotti, non con i giusti sinonimi ma con dei dispregiativi). Che calca il tono della voce su parole e frasi di maggior impatto per accrescere il senso di sdegno dell’italiano medio.
Non si puo’ definire giornalista!
L’associazione dei giornalisti dovrebbe prenderlo a “calci in c….. da Torino a Phnom Penh” (e senza passare dal via). Stracciargli la tessera (se gliela han data).E qualcuno, dovrebbe sequestrargli il passaporto, per impedirgli di uscire ancora dal “bel paese”. Un corso di inglese, invece, glielo pago io……. (Anzi no. Meglio donare i soldi in beneficienza…).
L’informazione, relativa a certi argomenti seri, dovrebbe essere appannaggio di chi la sa fare, con professionalita’. Questo e’: “perbenismo interessato” (“Dio e’ morto” – I Nomadi; Beppe Carletti, grazie e grazie a tutti quelli che sono in buona fede)….., ignoranza, incompetenza, …..audience. Sig. Scarfati, si dissoci da lui…….
Da un certo punto di vista’, e’ positivo che della Cambogia si parli. Un grazie anche al “pellaccia” dunque, che mi dai l’opportunita’ per farlo.
Lasciatemi dire, che la Cambogia pero’, non e’ quella che il “pressapochista sedicente giornalista a caccia di scoop”, ha presentato all’opinione pubblica italiana. Tutt’altro.
Lui, ha descritto, realta’ degradate (che esistono, questo e’ certo) ma sono circoscritte a determinati ambienti. Non sono alla “luce del sole” e non rappresentano la normalita’. E non ha mai chiarito, la proporzione del fenomeno rispetto alla situazione generale del paese. Il mondo e’ molto vario. Con i pregiudizi, non sia va avanti ma indietro….
“Beware prejudices. They are like rats and man’s mind, are like traps. Prejudice get in easily, but it is doubtful if they ever get out”. (Lord Jeffrey)
O forse, dall’altra parte dell’oceano, fa comodo, far credere “che non si sta’ poi tanto male se da altre parti e’ una porcheria. Che fortuna!”. I nostri connazionali, al contrario dei francesi (che in Indocina, ci sono stati per un centinaio d’anni) e di tanti altri stranieri, sanno ben poco del fiero popolo khmer e della civilta’ millenaria di Angkor. Conoscono questo paese dalla tv.
“Alle falde del Kilimangiaro”, spesso ha trasmesso spezzoni sulla Cambogia. La S.ra Somaly Mam (NGO AFESIP), piu’ di una volta, e’ stata ospite del programma ma certi argomenti, sono stati affrontati con la sensibilita’ e l’obiettivita’ opportuna. Vi assicuro, che tutti i turisti (gente “normale”, chi meglio e chi peggio; portarli in giro e’ il mio lavoro), una volta visitata la Cambogia, ritornano in Italia ricchi di esperienze positive e di amore per questa gente e questa terra. E’ un bellissimo paese…., fatto di persone semplici, pure, umili, educate, fiere, rispettose. I “khmer”, sanno vivere felici……Lo stress occidentale, non sappiamo cosa sia….
Ma il “pellaccia” di Cambogia, …… di Asia, ….. e di mondo, lui non sa niente……..
Ci sono un sacco di problemi, questo e’ ovvio. Con tre decenni di guerra alle spalle ed un genocidio (3 anni, 8 mesi e 20 giorni, terminato nel gennaio ‘79), che ha fisicamente eliminato un quarto della popolazione (le responsabilita’ sono di tutti), non e’ semplice rigenerarsi. I diritti umani sono ancora calpestati, certo! Ma molto s’e’ fatto e si sta’ facendo. Ed i tempi sono cambiati.I luoghi comuni, andrebbero rivisti. La rivoluzione culturale, economica e di pensiero, e’ irrefrenabile.
E’ un po’ “l’Italia del dopoguerra”. Lo stesso entusiasmo della rinascita.Il cambiamento come rivoluzione. I criteri morali, in paesi diversi, non sono gli stessi che in occidente, bisogna capirlo.
L’applicazione e la promulgazione di nuove leggi, anche riguardo alla pedofilia, sono nell’interesse dei tanti. I mass media ne parlano. Fuori dai confini, milioni di persone (e molti personaggi famosi), amano questa terra!Vi siete chiesti perche’? Se si cerca il marcio (e la “gente di merda”), lo si trova dappertutto, in ogni paese, ed anche sotto casa…..
E di imbecilli come quelli che il “pellazza” ha intervistato sul Riverside, ce ne sono fin troppi, ovunque. “Se si inoltrasse, lungo le calate dei vecchi moli, in quell’aria spessa carica di sale e gonfia di odori, li’ ci troverebbe i ladri, gli assassini ed il tipo strano, quello che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano….” E va beh!
“Il problema del giornalismo “da due soldi”, poco serio come questo, e’ che in un video di 17 minuti, e’ dificile mettere tutte le posizioni in una sola linea, senza creare incomprensioni. Da un altro loro servizio, su un sicario di Caracas, viene da pensare che tutti i ragazzi di Caracas sono sicari…..” (ndr questo e’ il commento di un amico….)
Ma il palinsesto, richiede di sfornare un “qualcosa” ogni settimana. E, meglio se fa effetto….Sihanoukville, e’ una bellissima citta’ piuttosto grande ed in espansione continua.
Sta’ su un promontorio. Tutto intorno, decine di chilometri di bianche spiagge. I turisti sono migliaia, (in Cambogia, in totale, circa due milioni all’anno ed in costante aumento), da ogni parte del pianeta, gli italiani, pochi. Non e’ l’inferno e il cesso del mondo che viene descritto da questo “pagliaccio” (ora mi posso permettere di chiamarlo cosi’ visto che siamo in confidenza).
La realta’ e’ molto piu’ complessa.
I bar, i ristoranti, i negozi, i karaoke, i bordelli, i pedofili….. ci sono, ma lui, “sto arruffone pressapochista”, non ha visto nulla. La prima regola di chi scrive (e che dovrebbe, a maggior ragione, valere anche in tv, dove i danni prodotti sono molto piu’ immediati e visibili) e’ “scrivi di cio’ che conosci”. Il secondo suggerimento e’ “documentati prima di esprimerti”. Lui, “il pelloccia”, non ha avuto neppure l’accortezza di approfondire da internet prima di raccontare cio’ che non conosce affatto (se usa internet…). Uccide il turismo! A qualche italiano, sara’ passata la voglia di venire da ’ste parti.
Ai pedofili (se vogliono passarla liscia), consiglio altri posti. Ai “turisti sessuali”, pure. C’e’ di meglio…. Il “pellaccia” invece, lo mando “a quel paese” (che non e’ in Asia…). Vorrei che ripetesse l’esperimento, da solo….. Con un fascio di banconote in tasca (gliele darei io oppure la Mediaset), vorrei mandarlo di nuovo sul Riverside, a cercare di comprarsi una bambina di dieci anni.
Da subito, il suo comportamento, non passerebbe inosservato, a tutti, indistintamente. Con il passaparola, sarebbe al centro dell’attenzione, guardato con sospetto e controllato a vista. E se non la trova, vorrei che la chiedesse ad un guidatore di tuk-tuk, uno qualunque, o magari a un poliziotto. Una volta al bordello, vorrei vederlo spiegarsi con la “mamasan” ed individuata la propria “vittima”, giovanissima, vorrei che provasse a portarla in camera sua, o dovunque.
Sarebbe gia’ stato arrestato, ma lasciatemi immaginare oltre…..Che scatti delle foto….Che abusi sessualmente….La bambina racconterebbe. Gli altri, pure. Sarebbe nella merda fino al collo. Linciato, forse. Dovrebbe guardarsi alle spalle per tutta la sua permanenza in Cambogia. Lo acciufferebbero prima di scappare all’estero. In pochi l’aiuterebbero (e qui, in gabbia, non portano neanche da mangiare).Ma sai, poi con i soldi….Molti stranieri sono in galera per reati su minori.
E’ una cosa seria!
Alcune NGO, per continuare a mantenersi, contribuiscono ad arrestarli. Qui si vive bene e nessuno vuole andarsene….Sono tanti, anche gli italiani, che amano la Cambogia…..
Da quattro anni non guardo la tv, ma quando vivevo in Italia, seguivo “Le Iene”, e devo dire che, molte volte, mi piacevano. Poi, cinque o sei anni fa, hanno fatto vedere un servizio dalla Cambogia.
Seguivano un pedofilo che, non immaginando di essere ripreso e registrato, si confidava a “ruota libera”. La Cambogia, non la conoscevo ancora (anche se mi ero proposto di visitarla alla prima occasione). Quello che ho pensato vedendo il servizio, e’ stato: “Cambogia, ……terribile,……..che gente che c’e’ al mondo….., va beh,…….. buonanotte”.
La settimana seguente, sulla stessa falsariga, erano a Pattaya in Thailandia.Ora, se non ci siete mai stati, questa grande citta’, e’ molto difficile da descrivere. Esiste, come esistono innumerevoli realta’.E non e’ Thailandia (seppur lo sia), almeno non come la intendo io e milioni di altre persone. Hanno usato la stessa “tecnica spia”al seguito di un altro italiano “sfigato” quanto il primo.La Thailandia la conoscevo bene, l’avevo vissuta per anni, approfondita in svariati aspetti. Andando a letto, prima di prender sonno, mi era montata una tremenda rabbia.
La mattina dopo, correvo in internet e scrivevo una mail piu’ o meno di questo tipo……”Ma come vi permettete di parlare della Thailandia in quella maniera. Non la conoscete affatto…..Di generalizzare…..La Thailandia ha piu’ abitanti dell’Italia……Certi fenomeni, sono circoscritti in poche localita’, e gliele citavo. Voi siete pazzi, terroristi mediatici, ignoranti, incompetenti, merde, figli di puttana!”. Poi firmavo con il mio nome, come faccio adesso.
Okhn. Sok-sabbay. Okhn.
Mauro Brecevich