Malgrado tutto (comprese le mie previsioni) le elezioni suppletive (6 membri dell’Assemblea Costituente) hanno confermato la resistenza dei maoisti, che, oltre a mantenere i seggi ottenuti alle ultime elezioni, hanno preso un seggio al partito del Congresso, l’ unica opposizione. Anche l’UML, i comunisti moderati in perenne lotta, anche violenta ,con i maoisti, sono riusciti a guadagnare un seggio che non avevano, sempre a spese del Congresso. Grandi feste per gli eletti, riempiti di polvere rossa si sindur ed elezioni sostanzialmente regolari.
Insomma, gestire il potere paga, pure qua, anche se l’Assemblea è bloccata dall’ostruzionismo dell’UML che, ancora, protesta per l‘uccisione di un suo militante, e le accuse fra i vari partiti aumentano d’intensità -Prachanda è un pazzo dice il leader Congresso Deupa- i giornalisti sono pagati dai reazionari dice il PM Prachanda – i maoisti vogliono un dittatura violenta dicono quelli dell’UML). Il test è significativo poiché hanno votato circa 400.000 persone, in gran parte nelle regioni meridionali, quelle che in cui vi sono più problemi di sicurezza e instabilità.
Oggi a Sunsari vi sono stati scontri fra polizia e i profughi dell’alluvione (scorso agosto) del fiume Koshi che attendono ancora una sistemazione. Kathmandu è rimasta bloccata per lo sciopero degli studenti maoisti.
Una presunta strega è stata torturata vicino a Patan, per costringerla a confessare le sue fatture contro alcuni abitanti. Il torturatore era il preside della scuola locale. Queste sono le notizie mentre si avvicina la fine dell’anno, il 2065.
Elezioni in Nepal: i maoisti si confermano
Aprile 12, 2009Oggi le elezioni in Bangladesh: le due Beghun
Dicembre 29, 2008
Due donne, dalle storie parallele, sono le avversarie nelle elezioni in Bangladesh, dopo 2 anni di governo tecnico\militare. Oggi le elezioni in un paese simbolo della fragilità dell’Asia; ieri quelle in Kashmir, concluse in modo straordinariamente pacifico, rispetto ai massacri del 2002.
Entrambe appartengono a una dinastia di governanti (padri, mariti, fratelli) padroni del paese dall’indipendenza dal Pakistan nel 1971. Entrambe le Beghun (le Signore) sono state imprigionate, esiliate e accusate (insieme ai famigliari) di immense corruzioni e frodi elettorali. Entrambe hanno avuto padri e mariti uccisi durante i diversi colpi militari che hanno contraddistinto la politica pakistana nell’ultimo ventennio.
Khaleda Zia è la leader del BNP (Bangladesh National Party) alleato con il partito islamico Jamaat-e-Islami che vinse le ultime elezioni nel 2001, is assuring to give people everything but when they are in power, their motto become as kill people, sell the country, take bribe and siphon off the looted money to foreign countries, accusano i rivali e aggiungono che un suo governo favorirebbe i gruppi estremistici islamici.
Sheikh Hasina, la rivale, ha visto il padre (primo ministro dopo l’indipendenza), la madre e tre fratelli uccisi nel colpo di stato del 1975, governò il paese dal 1996 al 2001 e oggi si presenta come leader del partito laico Awami (Popolo) League.
Vincerà le elezioni, mi scrive il Professor Muzaherul Huq da Dhaka, con cui cercai di collaborare per i progetti sanitari che portavamo avanti in Nepal quando lavorava con l’OMS. Girava con una vecchissima mercedes verde dell’organizzazione (era uno dei molti consulenti maldigeriti dei paesi poveri), e mi assicurò che l’OMS (come il resto delle NU) non voleva sprecare soldi in progetti utili per la gente, doveva pensare alle sue clientele. Dunque ottenni solo un po’ di materiale per i trainings, in cui sono espertissimi. Ora è a Dhaka per votare, la città del milione di risciò e dei grattacieli, spesso affondati nell’acqua del monsone.
Per fortuna tutto sta andando bene, continua il professore, non ci sono disordini e anche durante l’immenso raduno dell’Hasina al Paltan Maidan di Dhaka c’era stato solo grande entusiasmo.
Mi racconta poi le curiosità di queste elezioni. I candidati hanno dovuto stilare un wealth statement, indicando le ricchezze possedute, compresi braccialetti e altri ornamenti d’oro delle mogli. La gente è corsa a leggere i giornali per vedere cosa possedevano, in genere hanno dichiarato molto meno della realtà. Fra i candidati ce ne sono un centinaio che hanno processi per omicidio e 48 accusati di corruzione. L’80% si è dichiarato businessman.
La cosa che più lo infastidisce è l’uso che la Zia sta facendo della religione islamica, usata come strumento elettorale, fatto che può produrre problemi nel futuro
.
Anche l’alleanza dell’Hasina con il Jatiya Party dell’ex presidente Hussein Muhammad Ershad, (ex generale, arrestato per corruzione, autore di un colpo di stato nel 1982 e della seguente dittatura militare ) non lo convince , tanto più che le due Beghun furono fra le protagoniste della rivolta popolare che nel 1990 riuscì a togliergli il potere. Sicuramente, questa alleanza, permetterà all’Awami (Popolo)League di vincere le elezioni. Fra l’altro moglie, fratello e genero del Generale sono candidati e maggiori dirigenti del partito.
Insomma, elezioni un po’ particolari, che non sembrerebbero smuovere il paese da un sistema politico fra i più corrotti ed inefficienti.
Malgrado ciò l’economia ha marciato con tassi di crescita significativi (+7% medio negli ultimi anni) grazie all’apertura dei mercati USA al tessile e all’outsourcing indiano nei servizi, in aggiunta al gas naturale e alle miniere di carbone. La crescita è però destinata a fermarsi nel 2009 (5.7% secondo la WB) e con un inflazione superiore al 10%, il numero di persone sotto la linea di povertà (40% della popolazione) è destinato ad aumentare.
Il Bangladesh permane fra gli stati più poveri e corrotti del mondo secondo le classifiche delle organizzazioni internazionale e 12° nella lista degli stati a rischio di fallimento.
Il Professor Huq non è convinto che, visti i personaggi, il Bangladesh possa muoversi, nella crisi, con efficienza.
Cambogia, elezioni: tutto come previsto
Luglio 28, 2008
L’abile Hun Sen fa il finto naif per farsi apprezzare dagli gli abitanti della Cambogia profonda (qui il suo partito raccoglie oltre il 70% dei voti), sberleffa gli oppositori, ridicolizza le NU e fa emergere il nazionalismo Khmer. Il cosmopolita Sam Rainsy ha raccolto consensi solo nella capitale, nei villaggi e nelle cittadine non ha sfondato è troppo sofisticato e lontano dalla gente comune.
li oppositori. Le opposizioni protestano per la cancellazione dei migliaia di nomi (non graditi) dalle liste elettorali, della impossibilità di votare per migliaia di famiglie scacciate dalle loro terre per favorire lo sfruttamento delle risorse (legname e miniere) da parte delle multinazionali cinesi e thailandesi ma gli onnipresenti osservatori internazionali hanno certificato, con la loro abituale passività, la sostanziale regolarità del voto.elezioni vicine
Luglio 21, 2008Quando arrivavo a Phnom Penh da Kathmandu mi sembrava di essere in Svizzera. In Cambogia ci sono i supermercati, macchine nuove, strade pulite e un’urbanistica ordinata (in parte eredità dei francesi). Fuori e ai margini della capitale si torna nell’Asia profonda fatta di baracche e capanne.
“The people who suffer from all that are poor people, indigenous communities.

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